Quando non è possibile tradutte

Grazie ai nostro team di traduttori madrelingue, non ci sono tipologie di traduzioni che la nostra agenzia di traduzione possa prendersi in carico. Esistono però delle sfumature che non riescono ad essere colte al meglio, soprattutto quando si parla di emozioni. Per questo oggi parliamo di un progetto a favore della comunicazione.

Raccogliere parole dalle lingue di tutto il mondo per indicare azioni e sentimenti altrimenti inesprimibili: questo è l’intento di Tim Lomas, docente britannico di psicologia presso la University of East London. L’indagine dello studioso parte dal presupposto che, nel dizionario inglese, mancano diversi termini essenziali, ragion per cui vi sono emozioni e comportamenti semplici da comprendere ma difficili da comunicare.  La stessa cosa accade del resto nella lingua italiana e, con ogni probabilità, in tutti gli altri idiomi. Esistono gesti, sensazioni o modi di pensare che nessuno riuscirebbe a descrivere perfettamente con un solo vocabolo. Per questo motivo si ricorre spesso a perifrasi e ad intere frasi per alludere a un unico concetto. Ad esempio, in italiano si utilizzano quotidianamente parole che, in altri paesi, sono estremamente complesse da tradurre: è il caso dell’augurio “magari”, o dell’espressione “saper vivere”.

Avendo riscontrato questo problema nella lingua inglese, Lomas ha deciso di creare un sito finalizzato alla raccolta di tutti quei termini in grado di definire sentimenti diversamente indefinibili. In particolare, il docente si pone l’obiettivo di elencare i vocaboli connessi ad aspetti positivi della vita, che formano per l’appunto il Positive Lexicography Project. L’idea è nata dallo studio della parola finlandese “sisu”, il cui significato è legato alla resilienza e alla capacità di affrontare con costanza qualsiasi avversità. Affascinato da un concetto tanto importante riassunto da un solo termine, Lomas ha realizzato un progetto web che rende noti i più evocativi vocaboli giapponesi, portoghesi, norvegesi e così via, tutti riferiti ad atti e pensieri felici o, al massimo, “agrodolci”.

Alcuni estratti del lavoro di Lomas

Per far luce sullo scopo e sull’operato di Tim Lomas è opportuno riportare una serie di esempi chiarificatori. Si è accennato, poco prima, alla lingua giapponese: di essa fa parte la parola “wabi-sabi”, la quale indica il malinconico splendore di tutto ciò che è precario e fugace, quella bellezza imperfetta tanto decantata da poeti, pittori e musicisti di ogni epoca. I portoghesi, invece, usano il termine “desenrascanço” per accennare all’abilità di uscire vittoriosi dalle circostanze problematiche. Il medesimo popolo parla di “desbundar” per richiamare la perdita delle inibizioni nei momenti di divertimento.

Anche il dizionario olandese include diversi vocaboli che hanno attirato l’attenzione di Lomas. “Gunnen” è la consapevolezza che le persone meritino un avvenire luminoso, mentre “uitwaaien” è l’atto di passeggiare per sgombrare la mente dalla confusione. “Iktsuarpok”, nella lingua inuit, si riferisce all’attesa carica di aspettative per l’arrivo di qualcuno; “jayus”, in indonesiano, è la barzelletta tanto brutta da far ridere. “Feierabend”, in tedesco, è il sollievo che si prova al termine di una giornata lavorativa pesante. Tutti questi concetti, in inglese come in italiano, non sarebbero espressi da una sola parola, bensì da locuzioni più lunghe.